Made in Downtown LAVertically Integrated Manufacturing
Some of the articles and stories we find most interesting.
      • United States
      • Canada
      • Québec
      • Argentina
      • Australia
      • Belgique
      • Brasil
      • 中国
      • Česká republika
      • Deutschland
      • France
      • Great Britain
      • Ireland
      • Israel
      • Italia
      • 日本国
      • 한국
      • México
      • Nederland
      • Österreich
      • Schweiz
      • Sverige
    • Events
    • Awards & Honors
Back to Press Archive
American Apparel
No logo? Si, grazie
Fashion Magazine
July 17, 2003

Magliette no logo fatte per durare nelle stagioni, senza stampe ne decorazioni, un'azienda verticalmente integrata con sede a Los Angeles, una grande attenzione al benessere dei lavoratori e al rispetto dell'ambiente con queste credenziali sbarca in Italia, distribuito da Wp Lavori in Corso, il marchio American Apparel. Dov Charney, 34 anni, senior partner e deus ex machina dell'azienda, ha le idee chiare: "Le stampe le facciamo fare agli altri. A noi questo business non interessa." E infatti le magliette American Apparel sono vendute sia ai negozi sia alle aziende che le personalizzano in base alla propria filosofia di prodotto. Quello che interessa a Charney e la voglia di andare controcorrente, di lottare contro lo sweat-shop, ossia lo sfruttamento dei lavoratori, contro la globalizzazione che mira a polarizzare il design e la produzione. "Abbiamo abbandonato la produzione in Messico perche la consideriamo una forma di sfruttamento," puntualizza Charney. Con quartier generale nel centro di Los Angeles, Amercan Apparel produce al 100% internamente senza alcun subappalto, e si sta muovendo in una direzione sempre piu ecologica attraverso il riciclaggio di tonnellate di scampoli di tessuto e l'impiego di cotone organico. Ha sede su Quattro piani di un palazzo storico della citta' californiana con 1,000 addetti,la societa' tesse, disegna, taglia, cuce, commercializza, distribuisce, vende e spedisce le T-shirt. Ma non basta, Charney ha a cuore il benessere dei suoi dipendenti, di norma emigrati provenienti dal Messico, America Centrale e Asia paga in media un operaio 8 dollari l'ora (1.25 dollari in piu rispetto al salario minimo della California), offre assistenza medica, corsi di inglese, lezioni gratuite di yoga, massaggi.Un vero imprenditore illuminato che mira a diventare il piu grande produttore di T-shirt nel mondo e che oggi fattura 80 milioni di dollari. Ed e questo il suo vanto progredire senza sfruttare. In Italia, dove il prezzo medio al pubblico di una maglietta sara' di 22 euro circa, la previsione e di raggiungere 15/20 milioni di dollari in 36 mesi di vendita. Al momento Wp ha concluso accordi con 80 clienti e naturalmente, distribuire i capi tramite i propri canali. C.me.

Wp sbarca a Forte dei Marmi e presenta la linea American Apparel Opening soon per i nuovi negozi a insegna Wp, che apriranno in tutta Italia. La societa' bolognese, che distribuisce nel mercato italiano i marchi Barbour, Woolrich, Hang ten, American Apparel, Bd baggies, Blue marlin e Blundstone, ha infatti programmato per il prossimo luglio l'inaugurazione di un nuovo store Wp Forte dei Marmi, mentre per settembre e in calendario Modena. Un monobrand a insegna Woolrich sara' invece aperto in corso Genova a Milano a settembre. (I negozi Wp, che gestiamo direttamente o tramite nostri agenti di zona, ci servono per un miglior feed-back sulle vendite e sui prodotti) ha detto a MFF Andrea Cane, responsabile prodotto di Wp lavori in corso. Le nuove aperture si sommeranno agli attuali dieci store Wp, alle due boutique Woolrich e aHo store Barbour, appena inaugurato a Pescara. Intanto Wp ha appena presentato in Italia il marchio American Apparel, ovvero le T-shirt nologo prodotte direttamente in California, indenni da sweatshop, ovvero senza sfruttamento dei lavoratori. (Da questa licenza in esclusiva stimiamo che in tre anni si possano raggiungere vendite per 2.5 millioni di euro, a livello di retail. Il prodotto piace perche' e' pulito, ricco di significato e soprattutto di alta qualita', e infatti oltre alla vendita al dettaglio American Apparel e anche fornitore di T-shirt per grandi marchi di abbigliamento) ha poi detto Cristina Calori, titolare de Wp lavori in corso. ha poi aggiunto Dov Charney, senior partner di American apparel, (di anno in anno registriamo un aumento delle vendite molto alto. Vogliamo offrire al mondo un esempio di come i profitti possano essere sempre in crescita senza sfruttare nessuno, anzi rispettando tutti, dai lavoratori alla natura). Intanto la societa' bolognese ha chiuso l'esercizio dello scorso anno con un incremento del 38% del fatturato rispetto all'anno precedente, toccando quota 39 milioni di euro. Per l'anno in corso le previsioni stimano una ulteriore crescita del 10%. (Barbour ha ripreso quota e oggi rappresenta il 25% del fatturato, anche se e Woolrich la brand che la fa da padrona con una quota del 45% dell'intero volume d'affari), ha concluso Cane.